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mercoledì 5 ottobre 2011

deliri di non-potenza*

Che poi lavori lavori lavori, e non mangi, non preghi, non ami, e dici, ecco, ecco domani, anzi no, dopodomani, lasciami arrivare a giovedì, ma vedrai il mese prossimo, e quante cose mi godrò, essì che ce la facciamo, lasciamo passare l'onda, andrà meglio, e poi invece tutto questo non finirà mai, finché campi, finché produci la fuffa che serve ai fuffari a dire: ehi compra la mia fuffa, che è importante-essenziale-noooon puoi farne a meno, e te che hai prodotto fuffa non hai più nemmeno il fiato per smascherarli, per dire, no, questo no, dentro questa fuffa c'è il mio sangue, pagato a progetto, pagato per finta, pagato per niente, inscatolato per i compratori di fuffa che lavorano, lavorano, lavorano, e stanno come te, e stiamo come noi, ma non lo sappiamo, ma non ci guardiamo.








* dedicati a Maria, Matilde, Tina, Antonella e Giovanna.

mercoledì 29 giugno 2011

Errori di battitura


Salve, chiamo per dirvi che nella mia busta paga c'è un errore.
Questo è tutto da dimostrare.
Bè, c'è scritto contratto "determinato" invece di "indeterminato".
E che differenza fa?
La stessa che c'è tra un push up e il silicone.
Io non vedo differenza.
Io sì, quindi la prego di correggere.
È un errore di battitura.
Appunto, va corretto.
Io non vedo niente.
Scusi, ha la busta paga aperta?
No, e comunque non vedrei niente.
Mi prende in giro?
Forse sì, ma è la mia parola contro la sua.
Senta, mi faccia il favore, c'è un errore e va corretto.
Non sono pagato per correggere gli errori di battitura, e comunque se la fa contenta ce lo scriva lei.
Ma così non vale.
Per la legge 234 del comma bus articolo 3 milioni duecento, vale, sì.
Scusi ha detto comma "bus".
È un errore di battitura.

sabato 7 maggio 2011

vù vù vù: la via la verità* la vita

È da poco trascorso il week end della mega beatificazione del santo-subito-senza-se-e-senza-ma Carol Wojtyla, in arte papa Giovani Paolo II.
Pacchi e pacchi di pellegrini hanno sventolato le loro bandierine gialle con gli occhi pieni di giuoia.
Sia chiaro: a me non stanno antipatici, anzi, quasi li invidio. Quando li guardo penso: vedi, loro sì che hanno trovato una guida, una fonte d'ispirazione e di gaudio. Altro che la gente come me che alla parola guida associa solo l'espressione in stato di ebbrezza. Poi, meglio di Wojtyla, vuoi mettere. Dolce, comunicativo, pacioccone Wojtyla! Parlava pure romano, pensa 'n po'.
Peccato che nessuno racconti a tutti questi sgambettanti e colorati pellegrini la verità, che in due-righe-due potete sbirciare qui.

(ma che poi, la ascolterebbero, la verità?)
(e a noi, chi ce la racconta, la verità?)

*i greci la chiamavano aletheia, "colei che non si nasconde", e infatti i greci ci davano una pista.

martedì 29 marzo 2011

Sforzi, su Rieducational Channel




Allora io ho capito cosa mi fa imbestialire e scorticare l'anima quando ascolto questi qua. Non è il fatto che rubino, che non si occupino dei problemi del Paese, che favoriscano solo i propri interessi, che vadano a letto alle cinque per bearsi delle chiappe delle minorenni.
No.
O almeno, non solo.
La cosa che mi fa incartare le budella è la vergogna.
Questi qua non si vergognano.
E nemmeno si impegnano a fingerla, la vergogna.
No.
È per questa ragione che dovremmo ingaggiare cecchini che gli sparino sacchi di sterco ogni mattina.
Bang!
Cos’era?
Niente onorevole, è lo sterco quotidiano, oggi arriva da Est.
Ogni giorno.
Forse poi, a forza di puzzare, si vergognerebbero... almeno un po’.

giovedì 17 febbraio 2011

Cretineria cretineria canaglia

Il male vince sempre.
Per quanto possa sembrare sentenzioso, questo è.
Per quanto mia nonna si sia prodigata a inculcarmi il principio per cui i giusti trionferanno (e lo ha fatto con proverbi e storielle raccontate rigorosamente in dialetto marinese, la cui comprensione era spesso esclusa ai più – e i più erano i miei cugini romani), bè la mia povera nonna, anche lei, sapeva bene che così non è.

Perché il male è intelligente e nella sua somma intelligenza si manifesta sotto forma di cretineria.
Il cretino, si sa, un po' ti fa anche pena.
Quante volte hai detto, bè, porello, quello è cretino.
È bella, ma è così cretina.
Poveri cretini, perché non sanno quello che fanno (lo dice anche Gesù).

Ed è là che ti fregano.
Il cretino ti muove a compassione, pensi che spari fregnacce solo perché non ci arriva, che non abbia mantenuto la parola perché soffre di una grave forma di amnesia compulsiva ancora non scoperta.
O che si comporti da farabutto perché non ha avuto, lui, poverino, una nonna che mentre sputacchiava semi di mandarino andato a male (perché «in guèra 'nse butta gnente») gli insegnava a seguire il bene e la giustizia.

E ci sono diversi tipi di cretino.

C'è il cretinus paraculus:

«Avevo detto che sì, erano 1000 euro per questo lavoro che hai svolto, ma volevo dire 500».
«Ma tra 500 e 1000 c'è una bella differenza»
«Ehm, scusa soffro di un grave disturbo di moltiplicazione compulsiva, penso 10 e dico 20, è incurabile»
«Ah, mi spiace, poverino».

 Oppure:

«Ah, non avevi detto 500 euro? Scusa, soffro di un grave disturbo all'udito, si chiama frehehgùz»
«Cosa hai detto?»
«Lo vedi, forse ce l'hai pure tu, è terribile».


C'è il cretinus ridens:

«Bè, la questione è ben più complessa, non dimentichiamoci che nel decreto...»
«Ahahahaha! Fai schifo, pappappero! Non puoi dire decreto, c'hai l'occhi appalla, paraponziponzipò»
«Ma come si permette, scusi!?»
«Io dico quello che me pare, e voi puzzate tutti, zozzi communisti»
«Ma cosa c'entra la politica, questa è una riunione di condominio!».


C'è il cretinus cazzarus:

 «Scusi, c'ero prima io in fila»
«Ma cosa dice, come si permette, c'ero prima io»
«Ma ho il numeretto: io ho il 95 e lei il 99, per cui...»
 «Non è vero, questo è un 66»
«Ma c'è un segno che ne indica il verso»
«Quella è una caccola»
«Ma non è vero, vede, non si stacca!»
«Ho le caccole adesive, e per questo sono pure invalido civile».


Poi c'è il caso di cretineria congiunta, in cui si mescolano il ridens, il cazzarus e il paraculus, andando a creare il summus cretinus che spesso ricopre anche ruoli di leadership non indifferenti.

Come combattere tutto questo?
Ecco, io prima ritenevo che con la dialettica, il confronto, in due parole con un comportamento retto ed equilibrato si potesse contrastare la cretineria.
E invece no, scordatevelo.
Ci sono casi in cui la violenza è legittima, e ve lo dice un'agguerrita pacifista.


Qualche esempio:

«Avevo detto che sì, erano 1000 euro per questo lavoro che hai svolto, ma volevo dire 500»
«Ma tra 500 e 1000 c'è una bella differenza»
«Ehm, scusa soffro di un grave disturbo di moltiplicazione compulsiva, penso 10 e dico 20, è incurabile»
«Bam, sdang, crash! »
«Ma, mi hai distrutto la macchina?!»
«Eh, soffro di un grave disturbo di fracassamento-macchine-altrui compulsivo. Dicevamo, mi devi 1000, vero?»
«... Certo».


«Scusi, c'ero prima io in fila»
«Ma cosa dice, come si permette, c'ero prima io»
«Ma ho il numeretto: io ho il 95 e lei il 99, per cui...»
«Non è vero, questo è un 66»
«Ma c'è un segno che ne indica il verso»
«Quella è una caccola»
«Come questa?»
«Guardiaaaa, la signorina mi ha tirato una caccola nell'occhioooo».


Ecco, è semplice.
Se poi non ve la sentite – causa ottimi princìpi o pressione bassa – di abbracciare la teoria dell'occhio x occhio, o peggio due costole + bacino fratturato x occhio, basterà istituire una squadra di supereroi addetti all'eliminazione del cretino in difesa del cittadino. Un po' come Normalman, ma più agili e con meno peli.

Dice, la violenza non è una soluzione.
Ma anche mia nonna quando sparavo balle mi tirava un pizzone in piena faccia. E con il ditale da sarta, per giunta.


mercoledì 19 gennaio 2011

In offerta alla Fnac

Itaglia Itaglia, il nuovo successo dei Vergogna vergogna

LATO A
Si ritiri a vita privata
Fiumi di veleni
Urge chiarezza

LATO B
Non lo sapevo
C'è turbamento nel Paese
Accanimento irrispettoso

Bonus track:
Ma come porti i capelli Lele Mora

venerdì 7 gennaio 2011

Oh Oh Oh! Mi sfizia! Oh Oh Oh! La notizia!

Servizione del tiggiddue sulla disoccupazione giovanile.

Oh, ma quale orrore Giacobbo, quasi il 30 per cento dei giovini non ha impiego.
Orribile sì, mi è andato quasi di traverso il brasato.

La risposta dei politici al problema è sempre lesta e puntuale:

Bisogna fare qualcosa, coff, coff, ehm sì (pefforza).
Come dice scusi, signor ministro?
No, dicevo, è un bel problemone, eh. Ma tranquilli, lo risolveremo in poco tempo, in fin dei conti se Dio in sette giorni ha creato l'universo, figuriamoci cosa può fare con la disoccupazione giovanile.
Perché, nei vostri programmi è prevista una collaborazione con Dio?
Be', per il momento si tratta solo di un contratto a progetto, poi vedremo.